Nuovi
fondi per investire in imprese del sud
Nel
nostro paese, finanziare l'innovazione è un'attività
particolarmente delicata. In
settori diversi, dall'ICT al NanoTech, al BioTech, al medicale e alle
Energie alternative, l'apporto di capitale di rischio può
svolgere un ruolo fondamentale.
Anche
se la maggior parte degli imprenditori italiani opera in settori
tradizionali, concentrati prevalentemente al settentrione, non
bisogna dimenticare che molti imprenditori giovani hanno avviato
progetti e aziende nei suddetti settori.
Sotto
questo punto di vista, il Venture
Capital
è un fattore determinante al fine di spingere la crescita dei
comparti più innovativi dando impulso allo start up e allo
sviluppo di imprese informatiche, di Internet, della società
della conoscenza e ad alto contenuto tecnologico.
Ma
il mercato del capitale di rischio stenta ancora a decollare in
Italia anche a causa dell'assenza di
un sistema orientato all'innovazione e alla mancanza di
professionalità specifiche.
Come
più volte asserito dagli operatori del settore, intorno
all'anno 2000 sono stati istituiti diversi fondi. Quando la crisi
della Net Economy si è manifestata, questi fondi hanno
riconvertito la loro strategia di investimento accumulando e
generando perdite di rilievo. Negli Stati Uniti e in altri paesi
europei l'impatto di questa crisi è stato assorbito nei 24
mesi successivi mentre nel nostro paese si è protratto per
oltre 4 anni anche a causa della mancanza di operatori specializzati.
La
difficoltà di sviluppo del Venture Capital è ancora più
amplificata se si analizzano i dati riferiti alla distribuzione
territoriale dei capitali. Gli ultimi dati dell'Associazione
Italiana del Private Equity e Venture Capital
(AIFI),
infatti, mostrano che, nel 2006, il 66% dell'attività delle
operazioni effettuate (in termini di numero) si è concentrata
nelle regioni settentrionali, il 25% nelle aree del Centro e solo il
9% nel Mezzogiorno (3% nel 2006).
Al
fine di migliorare le condizioni del mercato, lo scorso anno, il
Dipartimento
per l'innovazione e le tecnologie
della Presidenza
del Consiglio dei Ministri
ha pubblicato un bando per individuare alcune società
di gestione del risparmio e fondi al fine di favorire l'afflusso di
capitale di rischio nelle Piccole e medie imprese (PMI) localizzate
nelle
aree
sottoutilizzate del Mezzogiorno, inclusi Abruzzo e Molise, a fronte
di programmi
d'investimento
volti ad introdurre innovazioni di processo o di prodotto con
tecnologie
digitali.
Le
risorse disponibili messe a disposizione dal bando ammontavano a
circa 82.560,00 euro.
I
primi destinatari dell'iniziativa sono quindi le Società
di Gestione
del Risparmio
(SGR)
che promuovono fondi di venture capital per il Sud del Paese. Il
Dipartimento sottoscrive quote di fondi mobiliari chiusi con una
partecipazione che non può superare il 50% del totale
complessivo del patrimonio del fondo e per una durata non superiore
ai 10 anni. Nel caso di successo delle iniziative imprenditoriali
chiederà soltanto la restituzione del capitale investito; nel
caso di insuccesso si assume il rischio del 50%.
Il
compito delle suddette SGR sarà selezionare imprese con
maggior contenuto tecnologico (sviluppato internamente o acquisito) e
con maggiori potenzialità commerciali sulle quali investire
risorse finanziarie, manageriali e relazionali per 4/6 anni. Al
termine del periodo di partecipazione, le quote societarie detenute
dalle Sgr possono essere rivendute ai restanti soci o ad altri
investitori, secondo gli accordi.
Le
SGR che concorrono al bando sono Quantica,
Cape-Natixis
(insieme
a
360 Capital Partners),
San
Paolo Imi,
Vertis,
e Vegagest.
Tra
queste, Quantica
sta lanciando il Fondo di venture
capital Principia
II,
dedicato
appunto alle Pmi meridionali, in particolare alle piccole imprese in
fase di start-up o spin-off universitari.
Il
fondo ha un obiettivo, in termini di raccolta, di 40 milioni di euro,
di cui la metà reperiti da investitori privati e l'altra metà
dal suddetto bando del ministero per le Riforme e le Innovazioni
nella Pubblica amministrazione.
Il
regolamento del fondo è stato approvato dalla Banca d'Italia
nel dicembre 2007.
Il
fondo dovrebbe diventare operativo entro il prossimo mese di aprile.
Dal
punto di vista della raccolta, già sono stati raggiunti
accordi con la Fondazione
bancaria Carical,
Banca
Carime
e Banca
Popolare di Bari.
Vertis
SGR,
società di gestione del risparmio costituita nel marzo 2007,
ha appena lanciato due fondi chiusi, dotati di un patrimonio
complessivo di euro 100 milioni di euro destinati a investitori
qualificati, specializzati nell'assunzione di partecipazioni di
minoranza in piccole e medie imprese localizzate nelle Regioni del
Sud Italia.
In
particolare, il Fondo
Vertis Venture
intende effettuare investimenti assumendo partecipazioni in società
nella fase iniziale dell'attività d'impresa (seed
capital
e start-up
capital)
e in quelle rivenienti da operazioni di spin
off.
Sanpaolo
Imi Investimenti per lo Sviluppo Sgr
sta lanciando Atlantis
Venture Sud,
fondo di venture capital anche esso in gara per gli 86 milioni messi
a disposizione dal Ministero.
Il
regolamento del fondo ha ricevuto l'autorizzazione della Banca
d'Italia alla fine dello scorso anno.
Il
capitale complessivo sarà di 25 milioni di euro, di cui 12,5
milioni di fonte ministeriale mentre il gruppo bancario investirà
i restanti 12,5 milioni.
Il
fondo investirà nelle imprese meridionali di nuova
costituzione.
Infine
Vegagest
Sgr,
sta lanciando Promo
Equity Sud,
un fondo di Private Equity che con un capitale massimo di 50 milioni.
intende acquisire partecipazioni di minoranza investendo tra 1 e 4,5
milioni di euro nella singola impresa.
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