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Scritto da Domenico Massa   
venerd́ 07 marzo 2008

Nuovi fondi per investire in imprese del sud

 

Nel nostro paese, finanziare l'innovazione è un'attività particolarmente delicata. In settori diversi, dall'ICT al NanoTech, al BioTech, al medicale e alle Energie alternative, l'apporto di capitale di rischio può svolgere un ruolo fondamentale.

Anche se la maggior parte degli imprenditori italiani opera in settori tradizionali, concentrati prevalentemente al settentrione, non bisogna dimenticare che molti imprenditori giovani hanno avviato progetti e aziende nei suddetti settori.

Sotto questo punto di vista, il Venture Capital è un fattore determinante al fine di spingere la crescita dei comparti più innovativi dando impulso allo start up e allo sviluppo di imprese informatiche, di Internet, della società della conoscenza e ad alto contenuto tecnologico.

Ma il mercato del capitale di rischio stenta ancora a decollare in Italia anche a causa dell'assenza di un sistema orientato all'innovazione e alla mancanza di professionalità specifiche.

Come più volte asserito dagli operatori del settore, intorno all'anno 2000 sono stati istituiti diversi fondi. Quando la crisi della Net Economy si è manifestata, questi fondi hanno riconvertito la loro strategia di investimento accumulando e generando perdite di rilievo. Negli Stati Uniti e in altri paesi europei l'impatto di questa crisi è stato assorbito nei 24 mesi successivi mentre nel nostro paese si è protratto per oltre 4 anni anche a causa della mancanza di operatori specializzati.

La difficoltà di sviluppo del Venture Capital è ancora più amplificata se si analizzano i dati riferiti alla distribuzione territoriale dei capitali. Gli ultimi dati dell'Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI), infatti, mostrano che, nel 2006, il 66% dell'attività delle operazioni effettuate (in termini di numero) si è concentrata nelle regioni settentrionali, il 25% nelle aree del Centro e solo il 9% nel Mezzogiorno (3% nel 2006).

Al fine di migliorare le condizioni del mercato, lo scorso anno, il Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un bando per individuare alcune società di gestione del risparmio e fondi al fine di favorire l'afflusso di capitale di rischio nelle Piccole e medie imprese (PMI) localizzate nelle aree sottoutilizzate del Mezzogiorno, inclusi Abruzzo e Molise, a fronte di programmi d'investimento volti ad introdurre innovazioni di processo o di prodotto con tecnologie digitali.

Le risorse disponibili messe a disposizione dal bando ammontavano a circa 82.560,00 euro.

I primi destinatari dell'iniziativa sono quindi le Società di Gestione del Risparmio (SGR) che promuovono fondi di venture capital per il Sud del Paese. Il Dipartimento sottoscrive quote di fondi mobiliari chiusi con una partecipazione che non può superare il 50% del totale complessivo del patrimonio del fondo e per una durata non superiore ai 10 anni. Nel caso di successo delle iniziative imprenditoriali chiederà soltanto la restituzione del capitale investito; nel caso di insuccesso si assume il rischio del 50%.

Il compito delle suddette SGR sarà selezionare imprese con maggior contenuto tecnologico (sviluppato internamente o acquisito) e con maggiori potenzialità commerciali sulle quali investire risorse finanziarie, manageriali e relazionali  per 4/6 anni. Al termine del periodo di partecipazione, le quote societarie detenute dalle Sgr possono essere rivendute ai restanti soci o ad altri investitori, secondo gli accordi.

Le SGR che concorrono al bando sono Quantica, Cape-Natixis (insieme a 360 Capital Partners), San Paolo Imi, Vertis, e Vegagest.

Tra queste, Quantica sta lanciando il Fondo di venture capital Principia II, dedicato appunto alle Pmi meridionali, in particolare alle piccole imprese in fase di start-up o spin-off universitari.

Il fondo ha un obiettivo, in termini di raccolta, di 40 milioni di euro, di cui la metà reperiti da investitori privati e l'altra metà dal suddetto bando del ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica amministrazione.

Il regolamento del fondo è stato approvato dalla Banca d'Italia nel dicembre 2007.

Il fondo dovrebbe diventare operativo entro il prossimo mese di aprile.

Dal punto di vista della raccolta, già sono stati raggiunti accordi con la Fondazione bancaria Carical, Banca Carime e Banca Popolare di Bari.

Vertis SGR
, società di gestione del risparmio costituita nel marzo 2007, ha appena lanciato due fondi chiusi, dotati di un patrimonio complessivo di euro 100 milioni di euro destinati a investitori qualificati, specializzati nell'assunzione di partecipazioni di minoranza in piccole e medie imprese localizzate nelle Regioni del Sud Italia.

In particolare, il Fondo Vertis Venture intende effettuare investimenti assumendo partecipazioni in società nella fase iniziale dell'attività d'impresa (seed capital e start-up capital) e in quelle rivenienti da operazioni di spin off.

Sanpaolo Imi Investimenti per lo Sviluppo Sgr sta lanciando Atlantis Venture Sud, fondo di venture capital anche esso in gara per gli 86 milioni messi a disposizione dal Ministero.

Il regolamento del fondo ha ricevuto l'autorizzazione della Banca d'Italia alla fine dello scorso anno.

Il capitale complessivo sarà di 25 milioni di euro, di cui 12,5 milioni di fonte ministeriale mentre il gruppo bancario investirà i restanti 12,5 milioni.

Il fondo investirà nelle imprese meridionali di nuova costituzione.

Infine Vegagest Sgr, sta lanciando Promo Equity Sud, un fondo di Private Equity che con un capitale massimo di 50 milioni. intende acquisire partecipazioni di minoranza investendo tra 1 e 4,5 milioni di euro nella singola impresa.

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 07 marzo 2008 )
 
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